La nostra “Enrosadira”

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Forse il confronto è un pò azzardato.
Comunque, nel suo piccolo, anche questo è uno spettacolo della natura.

E’ all’alba e al tramonto che le Dolomiti assumono quel fantastico colore rosa da cartolina. Il fenomeno viene chiamato “Enrosadira“, derivazione di un termine ladino che significa appunto “diventare rosa”.
Qui invece sono i “nostri” calanchi.
I calanchi, filosoficamente, sono una contraddizione in termini: parliamo di rocce, detriti, ma allo stesso tempo mai uguali, si muovono in continuazione (con buona pace dei Comuni e dei residenti che devono far fronte a frequenti frane!).

Come spesso accade, questi scatti sono quasi casuali: non pensavamo di passare da quel punto, a quell’ora e in una giornata limpida con cielo completamente terso. Tutti fattori determinanti per la resa cromatica delle immagini.
Meno fotogenici sicuramente rispetto al Catinaccio o alle Tofane, i calanchi sono comunque interessanti perchè già di per sè costituiscono un fenomeno geomorfologico particolare e, in questo caso, reso ancora più singolare dalla luce (magica) del crepuscolo.
Non è facile fotografare un calanco perchè la macchina fotografica non riesce a coglierne appieno la natura dinamica, la profondità, il senso quasi di terrore che incute.

Ad ogni modo, anche se le immagini non restituiscono quel senso del “bello” come magari può accadere con altri soggetti, il momento dello scatto è stato emozionante, per i luoghi, per il silenzio, per la luce, per i caprioli che attraversano la strada.

Per me, anche tutto questo è “bello

 

 

2 Responses

  1. Un incanto.
    Non ci potevo credere quando abbiamo visto quella colorazione.
    Ma sono calanchi d’argilla quelli?
    Ma perchè non sono grigi come al solito?
    Ma mah!?!?
    Non è che sono fatti di una roccia diversa?
    ….eppure….

    Sembra di ascoltare gli echi di una fiaba magica con gli esserini delle montagne che popolano e colorano le cime delle montagne eppure non siamo in compagnia di personaggi del mondo di Myazaki , perchè questa volta a sprigionare i colori non è un pennello ma la natura del nostro territorio.
    C’è chi non crede alla magia , ma di nascosto , prima del calar del sole e lontano da occhi indiscreti accadono piccoli attimi di stupore puro.
    La chiave per leggerli è l’amore per la nostra terra.

    Foto che rendono eccome!
    Grande intuizione.
    Stupendissime.
    Bei momenti.

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