cosa dicono di me

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Le foto in questa pagina sono dell’amico e fotografo non professionista Alessandro Farnè e sono state scattate nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

di Lara Maestri

Se si ha la fortuna di imbattersi in persone come Andrea, si può affermare senza alcun dubbio di avere accanto una persona speciale.

Ho conosciuto Andrea circa 15 anni fa, quando eravamo entrambi impegnati a dar voce ai nostri sogni e ad imbastire il nostro futuro. Lui iscritto all’ITIS di Imola, dedicato alle telecomunicazioni, io ingarbugliata tra le maglie delle classiche lingue morte. Già da allora si capiva chi avrebbe fatto da traino. Visione astratta (la mia), faceva da contraltare ad un approccio più razionale e realistico, seppur guidato da ideali assoluti, quella di Andrea.

Non è mai mancata l’analisi della situazione, il ragionamento, la presa di coscienza di un’opinione precisa. Andrea ha sempre portato avanti le sue idee e le sue convinzioni con educata fermezza, accompagnata da quella risata che sa coinvolgere e sdrammatizzare.

Non ho amico migliore.

Il suo approccio alla vita, maturato passo dopo passo, mi ha sempre dato estrema fiducia. Nulla va a caso nella sua vita, ma tutto è ben ponderato, pensato e approfondito. Pur senza perdere la freschezza e la vitalità che caratterizzano la sua persona.

Pian piano ho visto nascere in lui inaspettate passioni: nascevano come funghi dopo un’abbondante pioggia autunnale. Ed è stato bello vedere come in tutte sia riuscito a dimostrarsi all’altezza.

La musica in primis: avevamo iniziato un corso di chitarra alla Mixer, quando ancora la L.81/08 non era entrata in vigore e ci trovavamo in un edificio fatiscente a solfeggiare, accordare e iniziare a comporre le prime melodie. La mia chitarra acustica raccoglie ora la polvere sull’armadio in sala, Andrea dopo quella acustica ne ha comprata una folk, una elettrica, e insieme ad altri ragazzi di Osteria ha fondato gli Animaloska, gruppo pop-rock che, all’epoca, vantava un rispettabile seppur circoscritto numero di fans.

Sport: passione per la bicicletta, per il trekking, per il basket, per lo sci. Competizione sì, ma sempre costruttiva e divertita.

La passione politica credo sia nata dalle lunghe discussioni che ci si trovava ad affrontare nei  pomeriggi domenicali trascorsi in compagnia. Da un mondo ideale, ormai trasceso, ci si confrontava su aspetti del quotidiano, così come una gestione degli affari pubblici che via via ci trovavamo a condividere o obiettare. Insieme scrivemmo uno striscione per la festa del PD di Osteria, una frase di Gaber: “la libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”. E così Andrea ha fatto, ha partecipato, fino al punto di diventare Assessore alla cultura del Comune di Castel San Pietro dal 2004 al 2007.

Nel frattempo è arrivata anche la Laurea in Scienze Politiche: coronamento di un percorso che aveva lasciato da parte la razionalità dell’ingegneria elettronica, per far posto ad un approccio dialettico e aperto al confronto, e decisamente più in linea con la sua personalità estroversa e creativa.

Riveste ora il ruolo di  Product manager in una delle più importanti aziende mondiali del packaging.

Andrea, 32 anni, è sposato e da poco è diventato papà della sua secondogenita.

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La passione della fotografia è frutto di una scoperta abbastanza recente. Quando me ne parlava, non avevo dato molto peso alla cosa. Fare fotografie è un must, in linea con le tendenze artistiche mondiali, e credevo che Andrea avesse seguito la corrente.  Poi ho visto i suoi lavori e … ho pensato che avesse davvero qualcosa da dire attraverso le immagini.

La fotografia è una forma di comunicazione diretta, immediata. Ha un impatto forte, crudo, intenso, sull’osservatore. Non da modo di riflettere, ma impatta, impressiona, così come la luce fa sulla pellicola. E in uno scambio di questa portata, bisogna fare attenzione a non forzare troppo lo spettatore, ma a condurlo là dove si vuole. Questo può avvenire solo attraverso la tecnica.

In questo Andrea è minuzioso, attento, consapevole. Ma a questa capacità, unisce un’attitudine al concetto di bello che non è facile riscontrare. Sembra avvicinarsi ai suoi soggetti in punta di piedi, osservarli con serafica attenzione e poi accarezzarli con lo scatto. Non c’è nulla di urlato nelle sue foto. Nulla di scomposto. C’è invece una sottile linea di serena osservazione della natura nei panorami, di presa di coscienza di ciò che ci circonda nelle foto architettoniche, di stupita curiosità nelle macro. I ritratti sono poi specialissimi: soggetti legati alla storia personale di Andrea, diventano tratti di poesia, nella dolcezza dei toni e nel taglio compositivo.

Quando sento Andrea raccontarmi le cose che fa, ironizzo sul fatto che e a lui siano concesse giornate di 48 ore anziché di 24, come al resto di noi comuni mortali!

E’ in grado di fare tantissime cose e di approfondirle tutte. Non è una persona superficiale, e questo è riscontrabile nell’approccio che ha con gli altri e con le cose che affronta. Ha innumerevoli interessi e questo lo rende una persona estremamente interessante e ricca.

La cosa che ammiro di più è la sua assoluta incapacità di perdere il sorriso e la fiducia.

E la trasparenza che vanta nei rapporti con gli altri.

E’ polemico al punto da portarti alla riflessione.

E’ vulcanico nella sua voglia di fare e di conoscere.

E’ presente e osservatore.

È rigido talvolta, ma altrettanto critico verso se stesso.

È allegro e motivante. Entusiasta e propositivo.

E’ semplicemente …Andrea.

One Response

  1. Tiziana says:

    13 Settembre 2012
    Da dove sei adesso…vedi e respiri e percepisci non solo quanto è ritratto nella foto qui sopra ma molto molto di più…
    Sei ancora e sempre qui, tra noi e in particolar modo con la tua famiglia. Auguro loro di percepirti ogni gg nello stesso modo in cui ti percepivano prima anche se ora non ti possono vedere nè toccare. Ma tu ci sei… Spero che ritrovino la serenità e la forza di vivere nonostante questa nuova dimensione. E col tua aiuto anche la gioia.

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