Apro così… Sibillini.

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Inauguro il mio nuovo blog con quello che personalmente ritengo uno degli scatti più “emozionanti” del mio piccolo archivio fotografico.

Siamo nel Pian Grande, detto anche Piana di Castelluccio, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini (Marche-Umbria). Ho trascorso qui 3 giorni lo scorso giugno in compagnia di due amici, Alessandro e Fausto, cercando di cogliere scorci e colori di uno dei luoghi più belli d’Italia. Il tempo purtroppo non ci ha aiutato molto, inoltre siamo arrivati giusto qualche giorno prima della famosa fioritura, a cui è dedicata anche una settimana di festa.

Tutto ciò però non ha influito negativamente sulla voglia di divertirsi e sulla quasi ossessiva ricerca di luci e immagini da portare a casa.

Questa è uscita quasi per caso: la fortuna ha voluto che riuscissi a cogliere il momento in qui il piccolo puledro ricerca l’amore e la tranquillità materna. Ho scattato senza pensarci troppo e nemmeno tanto entuasiasmato da quello che ne potesse uscire. Soltanto una volta a casa, davanti al Mac, ho capito che questa foto poteva racchiudere un’emozione. La scelta del bianco e nero è stata dettata proprio dalla ricerca di esprimere un sentimento, un pathos, che il colore renderebbe invece più freddo e privo di suggestione (strano eh?).

Il resto del lavoro lo fanno i contrasti di questa immagine: i colori diversi di mamma e piccolo; le forme ruvide e spigolose dei due animali contro le dolci e sinuose colline sullo sfondo; il gioco di luci e ombre sulla distesa erbosa nella quale i soggetti sono immersi.

L’occhio focalizza immediatamente sui soggetti, per poi spaziare attorno, davanti e dietro. Non so perchè, ma non riesco a stancarmi nel guardare questa foto. Non mi era mai capitato con un mio scatto e probabilmente sono sensazioni che provo solo io, ma tanto basta a renderla speciale. Qui ho usato la mia 5D con il 70-200 f/4 IS a massima apertura e 200 mm di lunghezza focale.

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