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	<title>andrea bugamelli &#187; landscapes</title>
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		<title>I feel (S)LOVE(NIA)</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 20:50:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prendo in prestito il motto del sito ufficiale dell&#8217;ente turistico sloveno (geniale!) per intitolare questo mio nuovo post dedicato al consueto &#8220;week-end fotografico&#8221;. La destinazione stavolta è stata appunto la Slovenia, nella parte più &#8220;italiana&#8221; (goriziana), attraversata dall&#8217;Isonzo e i suoi affluenti. Insieme al solito allegro gruppetto di amici, ci siamo diretti a Kobarid (Caporetto, &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Prendo in prestito il motto del sito ufficiale dell&#8217;ente turistico sloveno (geniale!) per intitolare questo mio nuovo post dedicato al consueto &#8220;week-end fotografico&#8221;.</p>
<p>La destinazione stavolta è stata appunto la <strong>Slovenia</strong>, nella parte più &#8220;italiana&#8221; (goriziana), attraversata dall&#8217;Isonzo e i suoi affluenti.<br />
Insieme al solito allegro gruppetto di amici, ci siamo diretti a <strong>Kobarid</strong> (Caporetto, dove abbiamo anche visitato l&#8217;ossario dei caduti italiani al quale dedicherò un post a parte) e fotografato le cascate e i magnifici corsi d&#8217;acqua di colore verde smeraldo e azzurro, che creano incredibili effetti cromatici, tra Bovec e Tolmin.</p>
<p>Abbiamo speso tre bellissimi giorni immersi nella natura e nella tranquillità, agevolati anche dalla fantastica struttura presso la quale abbiamo pernottato e che merita una menzione speciale, sia per il comfort che per la gentilezza del proprietario: <a href="http://www.pri-nas.si/index.php?lang=it">appartamenti Pri Nas</a>.</p>
<p>La foto principale del post ritrae la &#8220;<em>breath-taking</em>&#8221; <strong>cascata Kozjak</strong>, proprio nei pressi di Kobarid. Altre foto della stessa cascata le trovate nella galleria qui sotto insieme alle forre dell&#8217;Isonzo, alle gole della Tolminka, all&#8217;imponente cascata Boca. Le immagini parlano da sole per la bellezza dei luoghi e non servono ulteriori spiegazioni.</p>
<p>A poche ore di auto (circa 4) da Bologna, un vero paradiso terrestre che consiglio vivamente di visitare (tutte le info sul <a href="http://www.slovenia.info/it/Home.htm?home=0&amp;lng=4">sito ufficiale della Slovenia</a>).</p>
<p>[nggallery id=45]</p>
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		<title>Una nevicata storica</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 18:23:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In molti mi hanno detto:&#8221;Chissà con tutta questa neve quante foto che hai fatto!&#8220;. Purtroppo il tempo a mia disposizione quest&#8217;anno è stato molto limitato e il numero di foto scattate non è certamente proporzionale alla quantità di neve caduta. Nonostante questo, sono comunque riuscito a fare un paio di uscite. Entrambe sulle colline del &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In molti mi hanno detto:&#8221;<strong>Chissà con tutta questa neve quante foto che hai fatto!</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo il tempo a mia disposizione quest&#8217;anno è stato molto limitato e il numero di foto scattate non è certamente proporzionale alla quantità di neve caduta. Nonostante questo, sono comunque riuscito a fare un paio di uscite. Entrambe sulle colline del <strong>Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell&#8217;Abbadessa</strong> e particolarmente nella zona dei calanchi.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima, rapidissima circa 40 minuti, nei dintorni di Settefonti. Un tramonto limpidissimo che mi ha dato qualche buono spunto.<br />
La seconda invece con le ciaspole in compagnia del amico &#8220;Sassa&#8221;. Molto veloce anche questa (un paio d&#8217;ore) sul crinale che divide la Val di Zena e la Valle dell&#8217;Idice.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle foto scattate non sono riuscito a rendere l&#8217;accumulo di neve al suolo in quanto entrambe le uscite sono state effettuate a diversi giorni dall&#8217;ultima nevicata, quando lo scioglimento del manto bianco aveva già preso il sopravvento. A prescindere da questo, il poco tempo dedicato e i luoghi per così dire &#8220;comuni&#8221;, bisogna dire che la neve dona sempre quel tocco di magia che rende le immagini uniche e non si può certo lasciarsela scappare!</p>
<p>[nggallery id=43]</p>
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		<title>La nostra &#8220;Enrosadira&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 18:17:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Forse il confronto è un pò azzardato. Comunque, nel suo piccolo, anche questo è uno spettacolo della natura. E&#8217; all&#8217;alba e al tramonto che le Dolomiti assumono quel fantastico colore rosa da cartolina. Il fenomeno viene chiamato &#8220;Enrosadira&#8220;, derivazione di un termine ladino che significa appunto &#8220;diventare rosa&#8221;. Qui invece sono i &#8220;nostri&#8221; calanchi. I &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Forse il confronto è un pò azzardato.<br />
Comunque, nel suo piccolo, anche questo è uno spettacolo della natura.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; all&#8217;alba e al tramonto che le Dolomiti assumono quel fantastico colore rosa da cartolina. Il fenomeno viene chiamato &#8220;<strong>Enrosadira</strong>&#8220;, derivazione di un termine ladino che significa appunto &#8220;diventare rosa&#8221;.<br />
Qui invece sono i &#8220;nostri&#8221; <strong>calanchi.</strong><br />
I calanchi, filosoficamente, sono una contraddizione in termini: parliamo di rocce, detriti, ma allo stesso tempo mai uguali, si muovono in continuazione (con buona pace dei Comuni e dei residenti che devono far fronte a frequenti frane!).</p>
<p style="text-align: justify;">Come spesso accade, questi scatti sono quasi casuali: non pensavamo di passare da quel punto, a quell&#8217;ora e in una giornata limpida con cielo completamente terso. Tutti fattori determinanti per la resa cromatica delle immagini.<br />
Meno fotogenici sicuramente rispetto al Catinaccio o alle Tofane, i calanchi sono comunque interessanti perchè già di per sè costituiscono un fenomeno geomorfologico particolare e, in questo caso, reso ancora più singolare dalla luce (magica) del crepuscolo.<br />
Non è facile fotografare un calanco perchè la macchina fotografica non riesce a coglierne appieno la natura dinamica, la profondità, il senso quasi di terrore che incute.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni modo, anche se le immagini non restituiscono quel senso del &#8220;<em>bello</em>&#8221; come magari può accadere con altri soggetti, il momento dello scatto è stato emozionante, per i luoghi, per il silenzio, per la luce, per i caprioli che attraversano la strada.</p>
<p style="text-align: justify;">Per me, anche tutto questo è &#8220;<em>bello</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">[nggallery id=42]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Casentino dipinto</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 15:46:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, nei pressi di Badia Prataglia. Un autunno eccezionale. Canon 5D mkII, 24-104 @32 mm f8 1/60. L&#8217;autunno è sempre uno spettacolo per chi ama la fotografia. Il Casentino lo è ancor di più. Le sue faggete sono un labirinto di colori,i tronchi immersi nella nebbia del mattino assumono forme &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi</strong>, nei pressi di Badia Prataglia. Un autunno eccezionale.<br />
Canon 5D mkII, 24-104 @32 mm f8 1/60.</p>
<p>L&#8217;autunno è sempre uno spettacolo per chi ama la fotografia. Il Casentino lo è ancor di più.<br />
Le sue faggete sono un labirinto di colori,i tronchi immersi nella nebbia del mattino assumono forme spettrali, sentieri e corsi d&#8217;acqua sono la via per scoprire angoli suggestivi.<br />
Partiamo di buon mattino e nonostante la temperatura attorno ai 5 °C e le nuvole che ricoprono il Passo dei Fangacci, non vediamo l&#8217;ora di dare libero sfogo alla nostra creatività.</p>
<p>In due ore percorriamo un tratto di sentiero che si farebbe in 30 minuti, tante sono le possibilità fotografiche che l&#8217;ambiente offre.<br />
Il sentiero degli Scalandrini ci conduce all&#8217;omonima cascata che in questo periodo non ha una gran portata, ma si presta comunque a qualche scatto degno di nota.<br />
Tornati all&#8217;automobile, scendiamo nuovamente verso Badia Prataglia quando, come d&#8217;incanto, il sole penetra fra i rami della faggeta. Non possiamo esimerci&#8230;<br />
Giochi di luci e ombre, lame di luce che affondano fra gli alberi, tutte le tonalità di giallo, arancione e rosso che esplodono.</p>
<p>Non riuscivamo ad immaginarci un finale migliore per questa splendida giornata.</p>
<p>[nggallery id=39]</p>
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		<title>Alpi Orobie</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 17:45:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Rifugio Benigni, 2222 mslm.  Alpi Orobie Occidentali. Canon 5D, Sigma 12-24 @ 17mm, f16, 0,6s, ISO50, qualche ND e GND. Il week-end per rifugi è giunto alla sua sesta edizione. Anche quest&#8217;anno in compagnia di qualche amico (nelle foto), abbiamo pestato un pò di roccia. La sperimentazione che cerchiamo sempre di fare, ci ha &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Rifugio Benigni, 2222 mslm.  Alpi Orobie Occidentali.<br />
Canon 5D, Sigma 12-24 @ 17mm, f16, 0,6s, ISO50, qualche ND e GND.</p>
<p>Il week-end per rifugi è giunto alla sua sesta edizione.<br />
Anche quest&#8217;anno in compagnia di qualche amico (nelle foto), abbiamo pestato un pò di roccia.<br />
La sperimentazione che cerchiamo sempre di fare, ci ha portato in una valle laterale della Valtellina, nei pressi del Pizzo Tre Signori.<br />
Due notti al <strong>Rifugio Benigni</strong>, quota 2222 m, trekking dei 4 laghi, fotografia notturna, utilizzo di filtri ND e GND, spirito goliardico e qualche notevole assaggio della cucina tipica locale.</p>
<p>Ecco gli ingredienti per una ricetta di successo! <img src="https://www.andreabugamelli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":)" class="wp-smiley" /></p>
<p>[nggallery id=41]</p>
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		<title>Tramonto Aegylon</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 21:24:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Aegylon&#8220;, il posto delle &#8220;capre&#8221;, che in etrusco voleva dire &#8220;roccia&#8221;. Più semplicemente: Capraia. Questo è un tramonto dalla scogliera del &#8220;dattero&#8221;. Canon 5D + Sigma 12-24 mm a 19 mm, 1/6 s, f/16, 100 ISO, qualche filtro ND e GND. L’isola di Capraia è sicuramente nota per essere un paradiso per le immersioni nelle &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Aegylon</em>&#8220;, il posto delle &#8220;capre&#8221;, che in etrusco voleva dire &#8220;roccia&#8221;. Più semplicemente: <strong>Capraia</strong>.<br />
Questo è un tramonto dalla scogliera del &#8220;dattero&#8221;.</p>
<p>Canon 5D + Sigma 12-24 mm a 19 mm, 1/6 s, f/16, 100 ISO, qualche filtro ND e GND.</p>
<p>L’isola di Capraia è sicuramente nota per essere un paradiso per le immersioni nelle sue splendide acque cristalline. E’ forse meno conosciuta per essere stata parzialmente “occupata” per circa un centinaio d’anni da una colonia penale agricola, un carcere.<br />
Oggi, l’isola unisce queste due caratteristiche in uno strano gioco di contrasti. Da un lato gli splendidi colori delle case del paese, dei fiori che si inerpicano attorno alle porte, della macchia mediterranea che assume tonalità diverse a seconda del periodo, delle calette spesso sovrastate da imponenti pareti di roccia vulcanica anch’esse “dipinte” di bianco, di nero, di rosso; dall’altro, il quasi monocromatico aspetto degli abbandonati edifici del ex carcere nella zona nord dell’isola, oggi popolata soltanto dai mufloni. Qui l’atmosfera è molto diversa da quella del porto e del paese: le case cadono a pezzi, i muri sono scrostati, il filo spinato è arrugginito, porte e alcune sbarre sono state divelte.<br />
Il cielo grigio e le nubi portate dai forti venti di ponente rendono lo scenario ancora più drammatico, quasi a ribadire l’aspetto più tenebroso e cupo di quello che un tempo era luogo di penitenza e detenzione.<br />
Poi di nuovo il sole del tramonto, che fa breccia tra le nubi e colora il cielo, il mare e le rocce di tutte le tonalità di cui è capace.<br />
Un continuo sovrapporsi di scenari in contrasto fra loro ora come in passato, quando i turisti sedevano sul traghetto diretto all’isola a fianco delle celle che rinchiudevano i detenuti. Vite diverse, dipinte con diversi colori, ma poi inevitabilmente unite su questo fazzoletto di terra vulcanica che sorge in mezzo al mare.<br />
Così oggi è ancora possibile “respirare” e fotografare queste differenze su un’isola selvaggia e naturale: Aegylon, il posto delle “capre”.</p>
<p>[nggallery id=40]</p>
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		<title>Un paesaggio incantato</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 09:12:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ho sempre detto: a volte le foto e le uscite migliori arrivano quasi per caso, quando meno te lo aspetti. Così è stato per l&#8217;ultima uscita dell&#8217;anno 2010, chiuso in bellezza in uno scenario a dir poco suggestivo. Escursione organizzata all&#8217;ultimo momento, tanto che la mattina stessa non sapevamo esattamente ancora dove andare! Tra le &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;ho sempre detto: a volte le foto e le uscite migliori arrivano quasi per caso, quando meno te lo aspetti. Così è stato per l&#8217;ultima uscita dell&#8217;anno 2010, chiuso in bellezza in uno scenario a dir poco suggestivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Escursione organizzata all&#8217;ultimo momento, tanto che la mattina stessa non sapevamo esattamente ancora dove andare! Tra le alternative c&#8217;era questa: sentiero CAI 541 che dal borgo di Farfareta (Marradi, Firenze) porta al crinale tosco-romagnolo in località Porcellecchi. Per la cronaca è doveroso dire che non l&#8217;abbiamo percorso per intero ma soltanto fino al Pian degli Arali. Del resto l&#8217;obiettivo non era il crinale, ma fotografare!!!</p>
<p style="text-align: justify;">In pianura fino a Marradi non c&#8217;era traccia di neve. Ma quale sorpresa quando siamo arrivati sul posto&#8230;<br />
La nevicata della notte precedente, unita alla temperatura sotto zero, aveva creato un&#8217;atmosfera incredibile con la neve rimasta attaccata ai rami degli alberi e un manto di una ventina di centimetri al suolo. A tratti sembrava quasi che la neve fosse stata &#8220;sparata&#8221; appositamente sul percorso in quanto, al contrario di quelli sul sentiero, gli alberi più in alto esposti al vento ne erano spogli. Ci aspettavamo un pò di neve, ma non così&#8230; &#8220;fotogenica&#8221;!<br />
Insieme al solito compagno di foto e &#8220;avventura&#8221;, Alessandro Farnè, mi sono inoltrato nel bosco, prima castagneto poi faggeta, guadando 3 o 4 corsi d&#8217;acqua resi &#8220;importanti&#8221; dalle piogge dei giorni precedenti. La bellezza del paesaggio ha trasformato un trekking di circa 1 ora e mezza (andata e ritorno), in un&#8217;escursione di 6 ore la cui durata è stata dettata dalle numerose soste fotografiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Pian degli Arali è stato il punto in cui abbiamo testato il nostro più recente acquisto: <strong>il filtro Lee Big Stopper</strong>. Si tratta di un filtro ND da <strong>10 stop</strong>, vale a dire che toglie la bellezza di 10 stop di luce. Così, una foto che senza filtro potrebbe essere scattata a 1/60 s, con tale filtro è necessario un tempo di 16&#8243;! Questo permette di ottenere effetti particolari come il movimento delle nuvole (si vedano foto 15 e 16) oppure dell&#8217;acqua. Il tutto in condizioni di alta luminosità, durante il giorno, quando sarebbe impossibile usare un tale tempo di scatto senza bruciare completamente la foto.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla via del ritorno siamo anche riusciti a fotografare quello che era il vero obiettivo dell&#8217;escursione: le<strong> cascate del Fosso delle Chiesine</strong>. Anche queste con una portata probabilmente fuori dal normale e rese particolarmente belle dal contesto in cui si trovavano.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle immagini in galleria ho cercato di riprodurre l&#8217;ambiente in cui ci siamo trovati. Non ci sono però solo foto &#8220;ambientate&#8221;, ma anche dettagli, pattern, foto quasi astratte che danno l&#8217;idea dell&#8217;atmosfera ovattata e suggestiva creata dalla generosa nevicata che ci ha preceduto.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, un 2010 pieno di foto e belle esperienze, conclusosi nella maniera migliore!</p>
<p style="text-align: justify;">[nggallery id=37]</p>
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		<title>Il Dardagna autunnale</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 09:49:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Dardagna così non l&#8217;avevo mai visto. E&#8217; la quarta volta quest&#8217;anno che mi reco in questo splendido bosco alle pendici del Corno alle Scale ma mai come in questa occasione lo spettacolo è stato tanto incredibile. I colori dell&#8217;autunno, nonostante fossero un pò spenti dal cielo nuvoloso, erano probabilmente al loro apice. Un&#8217;atmosfera dolce &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il <strong>Dardagna</strong> così non l&#8217;avevo mai visto.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; la quarta volta quest&#8217;anno che mi reco in questo splendido bosco alle pendici del Corno alle Scale ma mai come in questa occasione lo spettacolo è stato tanto incredibile. I colori dell&#8217;autunno, nonostante fossero un pò spenti dal cielo nuvoloso, erano probabilmente al loro apice. Un&#8217;atmosfera dolce ed accogliente, quasi invitante nonostante i primi venti freddi provenienti dal crinale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco le cascate! Quelli che in estate sono rami che ostruiscono la vista, ora diventano la cornice ideale per questa meraviglia della natura. Tutto è &#8220;fotografabile&#8221; con cavalletto o senza, dal bosco ricco di dettagli alle classiche cascate che possono essere riprese da svariate angolazioni e distanze.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;occasione per visitare il Dardagna in autunno è stata data dal workshop di fotografia paesaggistica tenuto insieme all&#8217;amico Luca Tirinnanzi. A breve pubblicherò una galleria con alcuni momenti della splendida giornata passata insieme ad un gruppo di 15 fotografi!</p>
<p style="text-align: justify;">Assolutamente imperdibile &#8211; sia le cascate che il workshop! <img src="https://www.andreabugamelli.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" class="wp-smiley" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nota: il giorno dopo il workshop, ho ricevuto un bel messaggio da uno dei partecipanti che riporto:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Ho riguardato le foto,ho ripensato alla giornata di ieri.Le cascate  erano una meta usuale con i miei per un pic-nic,eppure non esiste nulla  di già visto nella natura,nei luoghi e nelle persone con le quali  percorri una strada.Basta stringere ed allargare un diaframma,un tempo  ed ogni cosa pare nuova e sorprendente.Questo sto imparando nelle nostre  uscite,oltre a qualche preziosa nozione di base.Così si torna a casa  con qualcosa di più fra quei milioni di pixels,emozioni da conservare e  replicare aprendo una &#8220;scatola virtuale&#8221; a nostro piacimento.Quindi ?  Direi ancora un grazie,aggiunto a quello frettoloso di ieri sulla porta  del rientro. RICCARDO&#8221;<br />
</em></p>
<p>[nggallery id=36]</p>
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		<title>Acqua</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 15:27:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quant&#8217;acqua è passata&#8230; davanti al mio obiettivo! L&#8217;acqua è l&#8217;elemento essenziale della vita e fotografare una cascata oppure un torrente che scende in mezzo ai sassi, dona sempre grandi emozioni. In questa galleria vi presento una raccolta di foto &#8220;in movimento&#8221;: ciò che è statico per definizione (la foto) prende vita e diventa dinamico. Come? &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quant&#8217;acqua è passata&#8230; davanti al mio obiettivo!</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;acqua è l&#8217;elemento essenziale della vita e fotografare una cascata  oppure un torrente che scende in mezzo ai sassi, dona sempre grandi  emozioni. In questa galleria vi presento una raccolta di foto &#8220;in movimento&#8221;: ciò che è statico per definizione (la foto) prende vita e diventa dinamico. Come? Grazie all&#8217;utilizzo di tempi di scatto lunghi, vale a dire&#8230; SECONDI!</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciando infatti l&#8217;otturatore aperto per &#8220;molto&#8221; tempo l&#8217;acqua assume il classico aspetto del <strong>flusso</strong>, mentre tutto ciò che è naturalmente fermo lo rimane anche nella foto. Indispensabile quindi l&#8217;utilizzo del <strong>treppiede</strong>, utile quello dello <strong>scatto remoto</strong> (si può sopperire utilizzando l&#8217;autoscatto), da perfezionisti il <strong>blocco specchio</strong>. Quest&#8217;ultimo serve per alzare lo specchio di messa a fuoco PRIMA che l&#8217;otturatore si apra, evitando quindi che le vibrazioni causate dal movimento dello specchio possano in qualche modo dare vita al cosiddetto &#8220;micromosso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Stiamo parlando quindi di tempi di scatto bel oltre il secondo: due, tre, dieci ma anche venti o trenta secondi! A seconda delle condizioni di luce però non sempre è possibile utilizzare questi tempi in quanto possono provocare foto decisamente sovraesposte. E&#8217; pertanto necessario l&#8217;utilizzo di filtri Neutral Density (ND) che RIDUCONO la quantità di luce catturata dal sensore, oltre ad altri piccoli accorgimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; in fase di programmazione un WORKSHOP AUTUNNALE dedicato proprio a questo tipo di fotografia e ai meravigliosi colori della&#8217;autunno. A breve pubblicherò ulteriori informazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">[nggallery id=31]</p>
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		<title>Un inverno di neve&#8230; e non solo!</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 15:04:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Voglio salutare l&#8217;inverno (e speriamo sia effettivamente finito!) con una galleria fotografica ad esso dedicata. Quest&#8217;anno abbiamo avuto diverse nevicate anche qui in pianura e le occasioni fotografiche non sono certo mancate! Buona visione! [nggallery id=27]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio salutare l&#8217;inverno (e speriamo sia effettivamente finito!) con una galleria fotografica ad esso dedicata.</p>
<p>Quest&#8217;anno abbiamo avuto diverse nevicate anche qui in pianura e le occasioni fotografiche non sono certo mancate!</p>
<p>Buona visione!</p>
<p>[nggallery id=27]</p>
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